"C'era una volta... e c'è ancora: la fiaba tra tradizione e contemporaneità"

Cos'è una fiaba?

La fiaba è una delle forme narrative più antiche dell'umanità. Si trova in ogni cultura del mondo, con varianti locali ma strutture sorprendentemente simili: un protagonista parte, affronta una prova, supera un ostacolo grazie a una qualità morale (il coraggio, la bontà, l'umiltà) e ottiene una ricompensa.

Lo studioso russo Vladimir Propp, nel suo Morfologia della fiaba (1928), ha identificato 31 "funzioni" ricorrenti nelle fiabe — un eroe, un antagonista, un aiutante magico, una partenza, una prova, un ritorno. Questa struttura si trova, con variazioni, in Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Hansel e Gretel, e in centinaia di fiabe di tutto il mondo.

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La fiaba tradizionale: caratteristiche principali

Le fiabe tradizionali (Grimm, Perrault, Basile) presentano alcune costanti:

  • Un mondo non realistico — boschi incantati, castelli, streghe, fate
  • Personaggi piatti — il buono è tutto buono, il cattivo è tutto cattivo
  • Una morale esplicita — la virtù viene premiata, il vizio punito
  • Il lieto fine — quasi sempre garantito per il protagonista buono
  • Un tempo indefinito — "c'era una volta", senza collocazione storica precisa

 

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La fiaba d'autore: una svolta consapevole

A partire dall'Ottocento, alcuni scrittori iniziano a usare la forma della fiaba in modo consapevole e personale. Non raccolgono storie della tradizione orale: le inventano, mettendoci dentro le proprie visioni del mondo, le proprie preoccupazioni, i propri valori.

I grandi autori di fiabe d'autore sono:

  • Hans Christian Andersen (1805-1875) — introduce la malinconia, i finali amari, i protagonisti che soffrono senza colpa (La sirenetta, La piccola fiammiferaia)
  • Oscar Wilde (1854-1900) — usa la fiaba per parlare di amore, sacrificio, ingiustizia sociale e redenzione (Il principe felice, Il gigante egoista)
  • Gianni Rodari (1920-1980) — usa la fiaba in chiave sovversiva, umoristica e politica (Favole al telefono, Il libro degli errori)

 

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Cosa cambia nella fiaba contemporanea?

La fiaba contemporanea rompe deliberatamente alcune convenzioni della fiaba tradizionale:

  • Il lieto fine non è garantito — o è ambiguo, o è conquistato a caro prezzo
  • I personaggi sono più complessi — il cattivo può avere ragioni, il buono può sbagliare
  • I temi si ampliano — solitudine, morte, diversità, giustizia sociale entrano nella fiaba
  • Lo stile si fa letterario — la lingua è curata, ricca di immagini e simboli
  • Il lettore è chiamato a riflettere — non solo a emozionarsi

La fiaba e lo sviluppo emotivo del bambino

Il pedagogista Bruno Bettelheim, nel suo celebre saggio Il mondo incantato (1976), ha sostenuto che le fiabe — anche quelle con elementi inquietanti — svolgono una funzione psicologica fondamentale per i bambini. Le streghe, i lupi, le stanze proibite rappresentano le paure e i desideri che il bambino non sa ancora nominare. Incontrare questi elementi in un contesto narrativo sicuro aiuta il bambino a elaborarli.